
Suonare senza cavo permette di muoversi liberamente sul palco, evita di trascinare metri di jack tra amplificatore e pedaliera e consente di controllare il suono anche allontanandosi dal proprio setup.
Quello che comunemente chiamiamo “radiomicrofono per chitarra” è, più precisamente, un sistema wireless per strumenti: il trasmettitore riceve il segnale della chitarra o del basso e lo invia via radio a un ricevitore collegato all’amplificatore, alla pedaliera, al modeler oppure all’interfaccia audio.
I sistemi disponibili, però, non utilizzano tutti la stessa tecnologia. Le soluzioni più diffuse lavorano in UHF, nella banda digitale a 2,4 GHz oppure in quella a 5,8 GHz.
Qual è la scelta migliore?
Non esiste una risposta valida per tutti. Dipende dall’ambiente nel quale si suona, dal numero di sistemi wireless presenti, dalla distanza da coprire e dal livello di affidabilità richiesto.
Frequenza radio e tipo di trasmissione non sono la stessa cosa
Prima di confrontare UHF, 2,4 GHz e 5,8 GHz bisogna chiarire un punto spesso trascurato: la frequenza utilizzata e il tipo di trasmissione sono due caratteristiche differenti.
Un sistema UHF può essere analogico oppure digitale. Allo stesso modo, i sistemi a 2,4 e 5,8 GHz utilizzati per gli strumenti sono generalmente digitali, ma non per questo sono automaticamente migliori di qualsiasi sistema UHF.
Nei sistemi analogici il segnale viene trasmesso senza conversione digitale e la latenza è praticamente nulla. Per adattare la dinamica del segnale alla trasmissione radio viene però normalmente utilizzato un circuito di compressione ed espansione, chiamato compander, la cui qualità può influire sul risultato finale.
Nei sistemi digitali il segnale viene convertito, trasmesso come dato e successivamente riconvertito in audio. Questo permette una risposta generalmente estesa e una buona gestione della dinamica, ma introduce una certa latenza, che deve essere mantenuta sufficientemente bassa per non compromettere la sensazione sotto le dita.
Sistemi wireless UHF: la soluzione tradizionale da palco
La banda UHF è utilizzata da decenni nei sistemi wireless professionali. Le sue frequenze relativamente basse producono onde radio più lunghe rispetto a 2,4 e 5,8 GHz, capaci di superare meglio alcuni ostacoli e di mantenere una comunicazione più stabile quando il trasmettitore viene temporaneamente coperto dal corpo del musicista.
Un sistema UHF con una buona gamma di frequenze selezionabili permette inoltre di cercare un canale libero e di coordinare più radiomicrofoni presenti nello stesso evento.
Questo non significa, tuttavia, che qualsiasi sistema UHF sia automaticamente superiore. Bisogna considerare:
- l’ampiezza della banda disponibile
- il numero di frequenze selezionabili
- la qualità del ricevitore;
- la presenza del diversity
- il numero di sistemi utilizzabili contemporaneamente
- le frequenze effettivamente libere nella zona
Le frequenze UHF disponibili cambiano infatti in base al Paese e possono essere occupate da emittenti televisive o da altri apparati radio. Prima di utilizzare più sistemi è quindi necessario controllare e coordinare le frequenze.
Vantaggi dell’UHF
L’UHF offre generalmente una buona capacità di coprire palchi più grandi, una migliore propagazione in presenza di persone e ostacoli e una maggiore possibilità di coordinare numerosi sistemi, soprattutto nei modelli con un’ampia banda di sintonia.
Nei sistemi analogici la latenza è inoltre praticamente trascurabile.
Limiti dell’UHF
La configurazione può essere meno immediata rispetto ai sistemi digitali plug-and-play. Bisogna scegliere la corretta versione di frequenza, effettuare una scansione dell’ambiente e controllare la compatibilità con gli altri radiomicrofoni presenti.
I modelli con ricevitore da tavolo e trasmettitore bodypack sono anche meno compatti rispetto ai piccoli sistemi jack-jack.
Wireless digitale a 2,4 GHz: semplice, compatto e utilizzabile quasi ovunque
La banda a 2,4 GHz è armonizzata e utilizzata in tutto il mondo da Wi-Fi, Bluetooth e numerosi dispositivi elettronici. Per questo i sistemi wireless a 2,4 GHz sono particolarmente comodi per chi viaggia e non vuole acquistare versioni UHF differenti per ogni Paese.
Trasmettitore e ricevitore vengono normalmente forniti già associati. Basta collegarli, accenderli e iniziare a suonare, senza effettuare una vera coordinazione manuale delle frequenze.
Il limite è rappresentato proprio dall’elevato numero di apparecchi che utilizzano la stessa banda. Router Wi-Fi, smartphone, tablet, computer, sistemi di controllo digitali e dispositivi Bluetooth possono aumentare l’occupazione radio.
I moderni sistemi per chitarra cercano automaticamente i canali più liberi e possono cambiare frequenza per evitare le interferenze, ma un ambiente particolarmente affollato rimane più impegnativo rispetto a una sala prove poco congestionata.
Vantaggi del 2,4 GHz
I sistemi a 2,4 GHz sono compatti, immediati e generalmente non richiedono conoscenze di coordinamento radio.
Sono particolarmente indicati per:
- utilizzo domestico
- sale prova
- piccoli e medi palchi
- musicisti che utilizzano uno o pochi sistemi wireless
- situazioni nelle quali è importante viaggiare con un unico apparato
Limiti del 2,4 GHz
Il segnale condivide la banda con Wi-Fi e Bluetooth e può risentire maggiormente della presenza di ostacoli.
È importante mantenere il ricevitore visibile, evitare di nasconderlo dietro amplificatori o strutture metalliche e non collocarlo direttamente accanto a router, access point o altri trasmettitori radio.
Wireless digitale a 5,8 GHz: meno traffico, ma non sempre più portata
I sistemi a 5,8 GHz nascono soprattutto per spostare la trasmissione dello strumento fuori dalla congestionata banda a 2,4 GHz.
In molti ambienti la banda a 5,8 GHz è meno occupata da dispositivi Bluetooth e dai collegamenti Wi-Fi più comuni. Questo può rappresentare un vantaggio concreto su palchi nei quali sono presenti molti smartphone, tablet, router e sistemi di controllo wireless.
Non bisogna però interpretare il numero più alto come sinonimo di maggiore potenza o maggiore distanza.
La frequenza più elevata produce una lunghezza d’onda più corta e richiede una buona linea di vista tra trasmettitore e ricevitore. La portata reale dipende quindi dall’antenna, dalla potenza di trasmissione, dall’ambiente e dal progetto del singolo sistema, non soltanto dalla banda utilizzata.
Il 5,8 GHz è una scelta interessante quando si desidera la semplicità di un sistema digitale plug-and-play, ma si vuole evitare la parte più affollata dello spettro a 2,4 GHz.
UHF, 2,4 GHz e 5,8 GHz a confronto
UHF
È indicato per palchi strutturati, utilizzi professionali e situazioni nelle quali sono presenti diversi sistemi radio. Offre una buona propagazione, ma richiede la scelta della banda corretta e un minimo di coordinamento delle frequenze.
Digitale 2,4 GHz
È la soluzione più immediata e universale. Funziona bene a casa, in sala prove e su molti palchi di piccole e medie dimensioni, purché l’ambiente radio non sia eccessivamente congestionato.
Digitale 5,8 GHz
Mantiene la praticità del digitale e permette di allontanarsi dalla banda a 2,4 GHz. È particolarmente interessante nei luoghi con molti dispositivi Wi-Fi e Bluetooth, ma richiede comunque una linea di vista pulita.
La latenza: quanto conta realmente per un chitarrista?
La latenza è il tempo impiegato dal segnale per passare dal trasmettitore al ricevitore.
Nei sistemi analogici UHF è praticamente nulla. Nei sistemi digitali dipende dalla conversione e dall’elaborazione interna.
I modelli moderni per chitarra dichiarano normalmente valori compresi tra circa 4 e 8 millisecondi. Una latenza di questo livello, presa singolarmente, generalmente non crea problemi durante l’esecuzione.
Bisogna però considerare tutta la catena. Al ritardo del sistema wireless possono aggiungersi quelli introdotti da pedaliera digitale, modeler, mixer digitale, elaborazione del sistema audio e monitoraggio digitale.
Per questo motivo non conviene guardare soltanto la scritta “bassa latenza”: è meglio confrontare il valore dichiarato dal costruttore e considerare l’intero setup.
Portata dichiarata e portata reale
Le distanze riportate dai produttori vengono quasi sempre misurate in condizioni ottimali e in linea di vista.
Un sistema dichiarato per 30 o 50 metri non garantisce la stessa distanza quando:
- il ricevitore è nascosto dietro l’amplificatore
- il trasmettitore viene coperto dal corpo
- sono presenti strutture metalliche
- il palco è circondato dal pubblico
- operano numerosi sistemi radio
- il ricevitore è vicino a router o dispositivi digitali
Nella maggior parte delle esibizioni la distanza effettivamente necessaria è molto inferiore a quella dichiarata. L’affidabilità del collegamento è quindi più importante del numero massimo di metri riportato sulla confezione.
Compatibilità con chitarre attive, passive e piezo
Un sistema wireless per strumenti deve gestire correttamente il livello e l’impedenza del segnale proveniente dalla chitarra.
I pickup passivi, i sistemi attivi e i piezo non producono tutti lo stesso tipo di uscita. Un trasmettitore progettato male o non perfettamente compatibile può generare distorsione, rumore o una risposta timbrica poco naturale.
Bisogna inoltre controllare la forma del jack. Una Stratocaster con presa incassata, una Les Paul con presa laterale e una chitarra acustica con uscita nella zona del reggicinghia richiedono inclinazioni differenti.
I trasmettitori con jack orientabile sono generalmente più semplici da adattare, ma su alcuni strumenti può essere necessario utilizzare una piccola prolunga o un adattatore mono.
Cable Tone: perché alcuni wireless simulano il cavo
Un normale cavo per chitarra possiede una capacità elettrica che interagisce con i pickup passivi. In base alla lunghezza e alle caratteristiche del cavo, questa interazione può attenuare leggermente le frequenze più alte.
Un sistema digitale collegato direttamente allo strumento può risultare più aperto e brillante rispetto al cavo al quale il musicista è abituato.
La funzione Cable Tone presente su alcuni modelli ricrea questo comportamento, permettendo di scegliere tra una risposta più diretta e quella più simile a un tradizionale cavo per chitarra.
Con strumenti attivi l’effetto della capacità del cavo è generalmente meno evidente.
I sistemi wireless per chitarra disponibili
NUX B-2 PLUS: la soluzione essenziale per iniziare
Il NUX B-2 PLUS è un sistema digitale a 2,4 GHz compatto e immediato. Offre quattro canali selezionabili, una portata dichiarata fino a 15 metri in linea di vista e una latenza inferiore a 5 millisecondi.
Il jack può essere orientato per adattarsi sia alle prese incassate di strumenti come la Stratocaster sia ai connettori laterali presenti su molte altre chitarre.
È una scelta adatta a chi cerca un primo sistema wireless semplice per casa, sala prove e piccoli palchi, senza custodia di ricarica e senza funzioni particolarmente complesse.
SOUNDSATION SWT-24: autonomia elevata e portata generosa
Il SOUNDSATION SWT-24 lavora a 2,4 GHz e utilizza una conversione digitale a 24 bit/48 kHz.
La portata dichiarata arriva fino a 50 metri in condizioni ottimali, mentre la batteria può raggiungere otto ore di utilizzo. Il sistema permette di utilizzare fino a quattro coppie contemporaneamente e dispone di Auto Sleep per limitare il consumo quando non viene utilizzato.
La latenza dichiarata è inferiore a 8 millisecondi: un valore leggermente superiore rispetto ad alcuni concorrenti, ma ancora contenuto per la maggior parte degli utilizzi con chitarra e basso.
Il jack orientabile e il profilo sottile lo rendono una proposta interessante per chi privilegia autonomia e libertà di movimento.
NUX B-5RC: 2,4 GHz con custodia di ricarica e Cable Tone
Il NUX B-5RC è una soluzione più completa rispetto al B-2 PLUS.
Lavora a 2,4 GHz, offre audio a 24 bit/44,1 kHz, una portata dichiarata fino a 30 metri e una latenza inferiore a 5 millisecondi. Integra la selezione automatica del canale, la funzione Mute e la simulazione Cable Tone.
È compatibile con chitarre e bassi attivi o passivi e con strumenti elettroacustici dotati di pickup magnetico o piezo.
Trasmettitore e ricevitore raggiungono circa quattro ore di funzionamento per singola carica. La custodia da 3000 mAh consente di ricaricarli più volte, portando l’autonomia complessiva disponibile durante la giornata fino a circa 15 ore.
È una scelta pratica per il musicista che suona frequentemente e vuole trasportare, proteggere e ricaricare il sistema all’interno della stessa custodia.
NUX C-5RC: le funzioni del B-5RC nella banda a 5,8 GHz
Il NUX C-5RC riprende molte caratteristiche del B-5RC, ma sposta la trasmissione digitale nella banda a 5,8 GHz.
Offre audio a 24 bit/44,1 kHz, portata dichiarata fino a 30 metri, latenza inferiore a 5,5 millisecondi, funzione Mute, Cable Tone e custodia di ricarica da 3000 mAh.
È compatibile con strumenti attivi, passivi, piezo e magnetici.
La scelta tra B-5RC e C-5RC non deve essere fatta pensando che uno suoni necessariamente meglio dell’altro. Il B-5RC è indicato quando la banda a 2,4 GHz è sufficientemente libera; il C-5RC diventa particolarmente interessante quando si vuole evitare un ambiente molto affollato da Wi-Fi e Bluetooth.
Fender Telepath: 5,8 GHz, lunga autonomia e gestione degli strumenti attivi
Il Fender Telepath utilizza una trasmissione digitale a 5,8 GHz e offre una portata dichiarata di circa 21 metri.
La latenza è di 4 millisecondi e la batteria può raggiungere otto ore di utilizzo con una ricarica di circa due ore.
Una delle caratteristiche più interessanti è il selettore dedicato agli strumenti attivi e passivi, utile per adattare il sistema al livello di uscita di chitarre, bassi e strumenti elettroacustici differenti.
Sono disponibili quattro canali simultanei, la simulazione del tono del cavo e l’associazione di più trasmettitori, utile per chi cambia strumento durante il concerto senza voler spostare ogni volta la stessa unità.
Eikon EKJJ: un sistema UHF compatto jack-jack
L’Eikon EKJJ rappresenta una soluzione particolare perché combina la trasmissione UHF analogica con il formato compatto tipico dei sistemi digitali jack-jack.
Lavora nella banda 863-865 MHz, dispone di 16 frequenze preimpostate e offre una portata dichiarata compresa tra 15 e 30 metri, in base alle condizioni.
L’autonomia è indicativamente compresa tra tre e cinque ore e il produttore dichiara la possibilità di utilizzare fino a sei sistemi nello stesso ambiente.
La banda 863-865 MHz è però molto più stretta rispetto a quella di un sistema UHF professionale ad ampia sintonia. L’EKJJ è quindi una soluzione economica e immediata per chi desidera un piccolo sistema UHF, ma non deve essere confuso con un apparato professionale destinato alla gestione di molti canali su palchi complessi.
Sennheiser XSW 1-CI1 A-Band: un’impostazione UHF più tradizionale
Il Sennheiser XSW 1-CI1 utilizza un ricevitore da tavolo, un trasmettitore bodypack e un cavo dedicato per lo strumento.
È un sistema UHF analogico nella banda 548-572 MHz, con scansione automatica e fino a dieci canali compatibili. Il trasmettitore viene alimentato con due batterie AA e raggiunge un’autonomia dichiarata di circa dieci ore.
Rispetto ai piccoli sistemi jack-jack richiede più spazio e una configurazione leggermente più articolata, ma offre l’impostazione tipica di un sistema wireless da palco, con ricevitore separato e possibilità di scegliere il canale più adatto.
La versione Special Headset disponibile comprende anche un archetto color carne, permettendo di utilizzare lo stesso sistema non soltanto con la chitarra, ma anche per applicazioni vocali o di presentazione compatibili con il bodypack.
Quale sistema scegliere?
Per suonare a casa o in sala prove
NUX B-2 PLUS e SOUNDSATION SWT-24 offrono configurazione semplice, formato compatto e un costo generalmente accessibile.
Il B-2 PLUS punta sull’essenzialità e sulla latenza inferiore a 5 millisecondi. Il SWT-24 offre maggiore autonomia e una portata dichiarata superiore.
Per concerti e utilizzo frequente
NUX B-5RC e C-5RC aggiungono custodia di ricarica, funzione Mute, Cable Tone e una portata dichiarata fino a 30 metri.
La scelta fra i due dipende soprattutto dall’ambiente radio: 2,4 GHz quando la banda è sufficientemente libera, 5,8 GHz quando si vuole evitare la parte più congestionata da Wi-Fi e Bluetooth.
Per strumenti attivi e frequenti cambi di chitarra
Fender Telepath offre il selettore attivo/passivo, otto ore di autonomia e la possibilità di associare più trasmettitori allo stesso ricevitore.
È particolarmente indicato per chi utilizza più strumenti durante lo stesso spettacolo.
Per chi vuole un sistema UHF molto compatto
Eikon EKJJ mantiene il formato jack-jack e lavora nella banda UHF 863-865 MHz.
È una soluzione semplice ed economica, adatta a setup non particolarmente complessi.
Per un sistema UHF da palco con bodypack
Sennheiser XSW 1-CI1 è la scelta più tradizionale tra quelle considerate. Il ricevitore separato, la scansione delle frequenze e il trasmettitore bodypack lo rendono indicato per chi desidera un’impostazione maggiormente orientata al palco.
Prima dell’utilizzo è comunque necessario verificare la disponibilità delle frequenze nella zona e coordinare il sistema con gli altri apparati UHF presenti.
Cinque regole per evitare interruzioni del segnale
Qualunque tecnologia si scelga, una corretta installazione rimane fondamentale.
1. Mantenere trasmettitore e ricevitore il più possibile in linea di vista.
2. Non nascondere il ricevitore dietro amplificatori, flight case o strutture metalliche.
3. Tenere i sistemi a 2,4 GHz lontani da router Wi-Fi, access point e altri trasmettitori digitali.
4. Nei sistemi UHF effettuare sempre una scansione nel luogo dello spettacolo e non riutilizzare automaticamente le frequenze impiegate in un’altra città.
5. Portare sempre con sé un normale cavo jack di riserva. Il wireless offre libertà, ma un cavo pronto all’uso rimane la soluzione più rapida in caso di batteria scarica o ambiente radio particolarmente problematico.
La scelta corretta non nasce quindi dal numero scritto sulla confezione, ma dal tipo di palco, dalla quantità di sistemi wireless presenti e dalle reali esigenze del musicista.
